Laus Pompeia - L'età romana

Traffici e commerci per le vie d’acqua e di terra

La felice collocazione di Laus Pompeia, su un terrazzo all’interno di un’ansa del fiume Sillaro e al centro di un importante nodo viario e idrografico, risulta un fattore decisivo per il suo sviluppo economico. Le fonti storiche e itinerarie nonché il ritrovamento dei miliari stradali e dei manufatti di importazione permettono di ricostruire la rete viaria e quindi le rotte commerciali.

Dalle porte della città romana partivano le direttrici per importanti centri del territorio e per i fiumi Adda, Lambro e Po, allora utilizzati per la navigazione. Queste grandi arterie pubbliche, che in parte ricalcavano percorsi più antichi, erano unite a loro volta da una serie di strade secondarie, come il tracciato che collegava Laus Pompeia con Melzo e con Monza.

Consultando l’Itinerario Antonino (III secolo d.C), la Tavola Peutingeriana (IV secolo d.C.) e l’Itinerario Burdigalense (IV secolo d.C.), sorta di antichi “stradari” corredati di luoghi di sosta lungo i tragitti, si ritrovano i percorsi principali. Incrociava Laus Pompeia infatti la via che collegava Mediolanum a Placentia, che si congiungeva poi alla via Aemilia e quindi a Roma attraverso la via consolare Flaminia. La via Mediolanum-Laus Pompeia Acerrae (Gera di Pizzighettone)-Cremona consentiva invece di raggiungere le città di Mantova, Padova e il porto di Aquileia, mentre con la Laus Pompeia-Ticinum (Pavia)-Laumellum-Vercellae, si poteva arrivare nelle Gallie.

Segmento III della Tabula Peutingeriana (appartenuta al collezionista Konrad Peutinger), copia del XII-XIII secolo di una carta geografica itineraria del IV secolo d.C., Vienna, National Bibliothek.

Alcuni miliari scoperti intorno a Laus Pompeia, lungo la via Milano-Piacenza, testimoniano l’incessante vitalità della rete viaria e il lavoro continuo necessario alla manutenzione di queste strade.

I miliari ritrovati a Salerano sul Lambro, a Pieve Fissiraga e a Massalengo, esposti in Museo, documentano proprio rifacimenti di tratti stradali con iscrizioni che ricordano gli imperatori che hanno sponsorizzato i lavori. Tra il III e il IV secolo d.C., infatti, i miliari non riportano più solamente la distanza, anzi talvolta ne sono privi, ma diventano un mezzo di propaganda politica.

La prosperità economica e le vivaci relazioni commerciali della città con centri della Pianura Padana e d’oltre confine trovano ulteriore conferma nella quantità di anfore ritrovate, di epoca e provenienza diverse, e nella presenza di vasellame importato.

Scopriamo che durante l’età imperiale i Laudenses consumavano l’olio proveniente dall’Istria e dal Piceno e bevevano vini italici e greci. Questi ultimi giungevano dall’Egeo orientale in Italia attraverso i porti dell’Adriatico, dove venivano smistati verso altri mercati via terra o via fiume. I contatti commerciali spaziavano in tutto il Mediterraneo, come attestano anche i contenitori cretesi, raramente documentati in area centro-padana, e quelli spagnoli per il trasporto e la conservazione della salsa di pesce (garum). Diverse erano le qualità di questo condimento sempre presente nella cucina romana; a Laus Pompeia si consumava anche una varietà prodotta in area adriatica.

Laus Pompeia e la sua rete viaria, nell’ipotesi tradizionale dell’impianto urbano. Sono evidenziati a tratteggio i principali assi stradali che dal territorio confluivano in città: da sinistra, la via per Milano (M), la via per Monza (N), la via per l’Adda (A), la via per Cremona (C), la via per Piacenza (P), la via per Pavia (T).

Fotomontaggio di immagini aeree del 1953, con il bivio delle due strade dirette a Cremona e Piacenza in basso e l’inizio della strada per Milano in alto.

  –  Traffic and Trade along the Roads and Waterways

The fortunate location of Laus Pompeia on an upland inside a bend of the Sillaro river and at the centre of an important road and hydro-graphic junction was decisive in its economic development. Historical and literary sources, road markers and imported artefacts all help to reconstruct the road system and thus, the trade routes. The principal routes for Milan, Monza, Cremona, Piacenza, Pavia and Vercelli led out from the city gates and to the waterways of the Adda, Lambro and Po rivers.